Pazienza

Pazienza

Eccoci. Ora ce l’abbiamo proprio fatta. Anche quest’anno il giorno più ambito, il giorno più desiderato e inseguito è davvero giunto. Finalmente potremo smettere di mentire: mentire a noi stessi quando sosteniamo che Babbo Natale non esiste; mentire ai nostri figli mentre spergiuriamo che Babbo Natale esiste e scende dal camino con un sacco di regali di dimensioni abnormi, sfidando le leggi della fisica (segnatamente l’incompenetrabilità dei corpi), consapevoli invece che Babbo Natale passa dalla porta d’ingresso, ci mancherebbe, perché la chiave l’abbiamo messa proprio noi lì, sulla finestra, come canterebbe l’indimenticabile Lucio; mentire a tutto il mondo dicendo che il Natale è una festa sopravvalutata, che ormai si è perso il sapore della tradizione, che è la festa del consumismo, il tutto mentre osserviamo l’aria spossata della nostra carta di credito, cuciniamo per settanta persone avendone invitate soltanto dieci e ricordando ogni piccolo gesto che ci hanno fatto innamorare di questa festa da piccini e che testardamente ripetiamo ogni anno nella speranza di tornare almeno per un giorno un po’ bambini.
La realtà è che il Natale è davvero una festa magica, certamente la più speciale di tutte se è vero che passiamo mesi a organizzarla e ad attenderla, ben consapevoli che nel giro di poche intensissime ora sarà finita.
È una festa magica perché appena passata stiamo già sognando nuove decorazioni per l’anno che verrà, ipotizzando menù natalizi alternativi, salvo poi ricadere nei classici confortevoli rituali culinari che ci rassicurano del fatto che “ora Natale è finalmente Natale”.
È una festa magica perché porta calore nel cuore, forse anche per quel caratteristico colore rosso che richiama, stilizzandolo, le tinte familiari del nostro cuore.
È magica perché ne racchiude, superandole per distacco, molte altre: è pazza come il carnevale, perché si vedono maglioni improbabili e decorazioni opinabili sulle teste delle persone senza che sia la festa dedicata alle facezie; è un po’ come una festa di compleanno, ma la festa di compleanno di tutti contemporaneamente e quindi ci troviamo catapultati nel mezzo di un’imbarazzante mole di regali; è un po’ ferragosto, perché con tutte le calorie ingurgitate potremmo tranquillamente uscire a petto nudo alle 2 di notte con quindici gradi sotto zero, senza soffrirne più di tanto. Insomma, è la festa delle feste.
E poi, dicevamo, c’è l’attesa, ché ogni giorno è un battito del cuore, ogni giorno ti rimbomba nella cassa toracica con la delicatezza di una carezza e la forza espressiva di un sorriso. L’attesa è una cosa bellissima da imparare e da insegnare, perché in un mondo che vuole tutto e subito, è bello imparare che certe cose si costruiscono con l’infinita pazienza di giorni sempre uguali, con la sensazione che ogni giorno ha un suo preciso significato e che tutto fa parte di un disegno più grande che si chiama Natale e che non si esaurisce una volta scartati i regali o divorato l’ultimo mandarino. Ed è, quello dell’attesa, un significato talmente palese all’interno del Natale che non si capisco come possa perdersi nel giorno immediatamente successivo. Perché, passato il Natale, non abbiamo più tempo per nessuno, non siamo disposti a pazientare un secondo, nemmeno mezzo, presi come non mai dalla frenesia di questa vita moderna, e così perdiamo occasioni, perdiamo persone, perdiamo voglia di vivere. Togliamoci dalla testa che aspettare sia una perdita di tempo, perché proprio il Natale dovrebbe dimostrarci il contrario: ogni istante dedicato alla pazienza, ogni coda al supermercato, al semaforo, ogni istante in attesa di una persona speciale è un’opportunità fantastica se sapremo coglierne l’effettivo valore e costruire, a partire proprio da quegli istanti, la bellezza del nostro futuro.
Pazienza è la parola di questa settimana, e se ne abbiamo per aspettare mesi un regalo che magari nemmeno ci piacerà, sono sicuro che riusciremo ad essere tanto pazienti da aspettare il treno giusto nella grande corsa della nostra vita, anche se ci sembrerà il più inatteso, controverso e imprevedibile: sarà comunque quello giusto.

Buon Natale!
Cordialmente
Paolo

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